L’invecchiamento deve essere considerato come un processo graduale di mutazione che ha inizio già nella prima età adulta, quando inevitabilmente si comincia a registrare un costante declino di alcune funzioni corporee.

Non è possibile definite un’età in cui si diventa automaticamente anziani: l’invecchiamento è legato esclusivamente all’età biologica, non a quella cronologica.

In genere si inizia a indicare una persona come anziana superati i 65 anni, ma si tratta di un’età legata solo alla prassi e a ragioni storiche, l’età cronologica non è rilevante in termini di salute fisica ma può aiutare a prevenire dei problemi di salute.
La maggior parte delle persone non necessita di essere seguito da un geriatra fino ai 70-75 anni, altri addirittura fino agli 80 anni o oltre. Nella nostra casa di riposo ogni paziente è accompagnato in un percorso che gli permetterà di incontrare uno specialista nel caso in cui ne abbia bisogno.

Le malattie causate dall’invecchiamento

Prima di scoprire quali sono le malattie legate all’invecchiamento, è bene ricordare come l’invecchiamento stesso generi dei cambiamenti nella persona, che per quanto siano spesso indesiderati non trovano altra spiegazione se non nello sviluppo fisiologico dell’organismo. Tra questi possiamo trovare la difficoltà a mettere a fuoco oggetti vicini, chiamata “presbiopia”, dovuta a una trasformazione del cristallino dell’occhio che si ispessisce e si irrigidisce, Oppure negli anziani c’è maggiore probabilità di perdita di denti, ma si può arginare il rischio con alcuni accorgimenti, come l’uso attento di spazzolino e filo interdentale, una dieta senza consumo di dolci, Anche un leggero calo nelle funzioni mentali si può ricondurre all’invecchiamento, per cui sarà più difficile apprendere una lingua e più facile mostrare un calo di attenzione.
Parlando invece di malattie da associare all’avanzamento dell’età troviamo conseguenze più serie legate alla perdita di memoria, che implichiamo alla demenza. Il normale invecchiamento può portare una persona a dimenticare dei dettagli, mentre si parla di demenza quando spariscono i ricordi di interi eventi. Allo stesso modo, chi è affetto da demenza svolge a fatica normali attività quotidiane e ha difficoltà a comprendere l’ambiente che lo circonda, per cui non saprà fornire delle coordinate spazio-temporali (ossia non saprà dove si trova e la data).

Il progressivo invecchiamento può dare luogo a situazioni più gravi, come i disordini neurodegenerativi, i più comuni sono la malattia di Alzheimer e la malattia di Parkinson. La prima è una forma di demenza progressiva che causa la lenta distruzione delle capacità cognitive nel paziente, che arriva a perdere il controllo sulle azioni più elementari. Il morbo di Alzheimer colpisce la parte subcorticale del sistema nervoso centrale, mentre il Parkinson l’area sottocorticale. Quest’ultimo causa la morte delle cellule che rilasciano dopamina. Tremore, rigidità dei muscoli, lentezza nei movimenti sono tra i primi sintomi della malattia, che insieme ad altri disturbi (motori e non) si intensificano dopo i primi dieci anni di decorso della malattia.

Tra le malattie senili più frequenti si annoverano poi il diabete melito, causato da un aumento della concentrazione di glucosio nel sangue, e l’arteriosclerosi, che provoca alterazioni al sistema circolatorio, a livello dei vasi arteriosi, e col tempo anche la comparsa di depositi calcarei e l’inspessimento della parte interna delle arterie, con gravi conseguenze.
Tra gli anziani, soprattutto la popolazione femminile, si verifica spesso l’osteoporosi, un’alterazione degenerativa delle ossa, con una diminuzione del tessuto osseo. Provoca dolori in particolare alla colonna vertebrale e un maggiore rischio di fratture. Una terapia specifica è in grado di rallentare il processo della malattia, ma non di arrestarla.
Anche i tumori sono diffusi, soprattutto alla vescica, allo stomaco, al pancreas, al colon-retto, al seno, alla prostata e al polmone.
Parliamo infine delle malattie di tipo respiratorio, che insorgono facilmente nella terza età, come la polmonite, che nei pazienti anziani è più diffusa a causa del deterioramento dei sistemi di difesa, e la bronchite cronica, che ha conseguenze dirette sulle funzioni cardiache e cerebrali.
Per ultimo, troviamo l’infarto del miocardio, che ha spesso un esito mortale. SI tratta della necrosi, ossia della morte di una porzione di tessuto, del muscolo cardiaco causato dall’occlusione di un’arteria coronaria.
Per prevenire l’insorgenza di una di queste malattie è molto importante seguire i consigli di prevenzione. Se una persona sola può avere difficoltà a auto-regolarsi abbandonando vecchie e consolidate abitudini a favore di nuovi atteggiamenti che aiutino l’organismo, all’interno di una casa di riposo troverà il sostegno e l’aiuto necessari per continuare a condurre una vita tranquilla e in salute.

L’emozione di sentirsi a casa!

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